Molto interessante si è rivelata la decorazione del telaio,
che è stata descritta a " cardium",
un motivo molto in voga nel periodo prenuragico che veniva usato
per decorare il vasellame.
Come facevano però a imprimere lo stesso motivo nel granito-zinnibirato?
Doveva essere certamente un impresa ardua se non impossibile!
Una teoria è stata avanzata dagli studiosi ai quali è
stato affidato il prezioso materiale.
La teoria vuole che i protobikers, dopo aver individuato
un grosso blocco di granito aspettavano che lo stesso venisse
colpito da un fulmine.
Una volta che la saetta aveva scaldato la pietra intervenivano
gli artigiani, i quali con infinita pazienza plasmavano la roccia
fino ad ottenere un telaio, molto simile a quelli usati attualmente.
Il telaio veniva poi rivestito dal caldo ginepro (zinnibiri)
e decorato quando era ancora incandescente a "cardium'.
Interessante il logo che rileva la dicitura Mhonolytes.
Mozzi e guarnitura granitica erano, secondo i massimi esperti,
opera degli scalpellini di CastelSardo, località dei
nord Sardegna, famosissimi all'epoca e ricercatissimi in tutta
l'isola, specie per opere di precisione. |